Immigrazione e richiedenti asilo

L’Associazione inizia ad occuparsi di immigrazione, nel gennaio 2014, dopo aver incontrato alcuni ragazzi ospiti al C.A.R.A. di Elmas ed altri che per un periodo di circa due mesi dormivano sotto i portici di Via Roma a Cagliari. Secondo il DOSSIER STATISTICO SULL’IMMIGRAZIONE Anche in Sardegna continuano ad aumentare i migranti, malgrado la crisi (+14,5%, percentuale che fa arrivare il totale a 40 mila), soprattutto grazie alla nascita di figli tra i migranti che già risiedono nella nostra comunità e ai ricongiungimenti familiari. In Sardegna la percentuale di migranti sul totale della popolazione residente è la più bassa d’Italia, gli immigrati sono infatti il 2,2% dei residenti (il 50% è di origine europea, il 20% africana e il 19% asiatica) e rappresentano solo lo 0,8% del totale degli stranieri che vivono in Italia. Due i maggiori poli di attrazione soprattutto per la loro vivacità economica, Cagliari (oltre quindicimila immigrati in tutta la provincia) e la Gallura con 8.600.

Cerchiamo di chiarire alcuni concetti legati all’immigrazione e ai movimenti internazionali di persone.

I RICHIEDENTI ASILO

Sono persone che, trovandosi fuori dal Paese in cui hanno residenza abituale, non possono o non vogliono tornarvi per il timore di essere perseguitate per motivi di razza, religione, nazionalità, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per le loro opinioni politiche. Possono richiedere asilo nel nostro Paese presentando una domanda di riconoscimento dello “status di rifugiato”.

I RIFUGIATI

Sono coloro che hanno ottenuto il riconoscimento dello “status di rifugiato” in seguito all’accoglimento della loro domanda.

PERSONE AMMISSIBILI ALLA PROTEZIONE SUSSIDIARIA

In applicazione della normativa europea, il decreto legislativo 19 novembre 2007, n.251, ha previsto come status di protezione internazionale oltre lo status di rifugiato anche quello di protezione sussidiaria. Tale status è riconosciuto a colui che pur non possedendo i requisiti per ottenere lo status di rifugiato non possa essere rinviato nel Paese di origine o, per l’apolide, nel Paese di residenza, in quanto sussiste il fondato timore che possa subire un grave danno alla sua vita o alla sua incolumità.